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Sud Est Asiatico
Il Regno di Cambogia (in lingua khmer:Kâmpuchea) è uno Stato (181.040 km²; 13.363.421 abitanti) del sud-est asiatico. Si affaccia sul Golfo del Siam e confina con la Thailandia, il Laos e il Vietnam. La capitale è Phnom Penh. L'aggettivo comunemente riferito al paese è "Cambogiano" oppure "Khmer", a causa della predominanza etnica del gruppo etnico degli khmer, la cui lingua è quella ufficiale.
La Cambogia è ritornata ad essere una monarchia parlamentare nel 1993, dopo un lungo periodo di instabilità iniziato nel 1970 con il colpo di Stato repubblicano e filoamericano di Lon Nol, seguito dalla dittatura degli Khmer Rossi.
Gli anni '70 del XX secolo: il coinvolgimento nel conflitto Vietnamita e i massacri degli Khmer Rossi
Nel 1969, gli Stati Uniti bombardarono a tappeto alcuni campi base della Cambogia. Nel tentativo di colpire nuclei di guerriglieri comunisti uccisero migliaia di civili e determinarono il coinvolgimento del paese nel conflitto Vietnamita. Nello stesso anno 30 aprile del 1970, per ordine del neo-eletto Presidente Nixon, le truppe americane e sudvietnamite invasero brutalmente la Cambogia per tentare lo sradicamento delle forze hanouk e il governo del Sangkum; fu proclamata la nascita della Repubblica degli Khmer, guidata dal Generale Lon Nol e dunque di matrice militare filoamericana. Seguì un periodo di feroce guerriglia che sconvolse l'intero paese e che portò, nel 1975, alla conquista di Phnom Penh da parte degli Khmer rossi. Nel 1975 le forze unite di comunisti e monarchici sgominarono le truppe del Generale Lon Nol e instaurarono una Repubblica Democratica. Presidente della Repubblica divenne il Re Norodom Sihanouk. Tuttavia nel 1976 l'ala estremista degli khmer rossi, guidata da Pol Pot, assunse il potere assoluto detenendolo fino al 1979. In questo periodo sotto la guida di Pol Pot, si procedette all'eliminazione sistematica di due milioni di Cambogiani, soprattutto quelli più istruiti, nel tentativo di trasformare la Cambogia in una sorta di cooperativa agraria, di stampo maoista, dominata dalla classe agricola: in base agli assunti del governo genocida, ogni cambogiano ritenuto "corrotto dal capitalismo" doveva essere soppresso. La valuta venne abolita, i servizi postali bloccati, la popolazione fu sfruttata come dunque di matrice militare. Come reazione alle ripetute incursioni armate contro le regioni di confine, nel 1978 il Vietnam invase la Cambogia, obbligando gli Khmer rossi a trovare un riparo relativamente più sicuro nella giungla a ridosso del confine thailandese. Dalle loro postazioni, intrapresero la guerriglia armata contro il governo appoggiato dal Vietnam, che insanguinò il paese per tutto il corso degli anni '70 e '80.
La caduta degli Kmher Rossi e il ripristino del Regno di Cambogia
Nel 1979 gli Khmer rossi furono abbattuti e, dopo un triennio di torbidi, nel 1982 Norodom Sihanouk riottenne la Presidenza del paese. N.S. guidò la Cambogia nel difficile periodo della ricostruzione fino a che nella prima metà del 1993, le elezioni condotte sotto l'egida dell'ONU determinarono la creazione di una nuova Costituzione e decisero il reinsediamento di Norodom Sihanouk sul trono cambogiano. I Khmer rossi boicottarono le elezioni, si rifiutarono di partecipare ai colloqui di pace e continuarono ad acquistare grandi quantitativi di armi dalle maggiori autorità militari cambogiane. Nei mesi seguenti alle elezioni, venne promulgata un'amnistia in favore di tutti coloro che avevano abbandonato le fila dei Khmer, Nel 1994 i Khmer rossi furono dichiarati criminali dal governo cambogiano e i principali responsabili dei massacri degli anni '70 vennero arrestati e giustiziati. Lo stesso Pol Pot moriva latitante nel 1998 per un presunto attacco cardiaco.
































































































